Nel regno della lavanda
Come
i colori e i suoni, anche i profumi influiscono sui nostri stati
d’animo, ma in modo più sottile. Per i suoi prodotti
di bellezza e i suoi medicinali, WELEDA utilizza esclusivamente oli
essenziali naturali. La nota profumata alla lavanda, delicata e consistente
allo stesso tempo è un classico della profumeria, molto popolare
fin dall’antichità. Le montagne dell’Alta Provenza
forniscono una delle migliori varietà di lavanda in Europa,
dalla fragranza rinomata: tuttavia, questa pianta assetata di sole,
non può sviluppare il suo profumo ricco e sottile se non a
partire da un’altitudine tra i 600 e i 700 metri.
I collaboratori di WELEDA beneficiano di una lunga tradizione: nella valle dell’Ouvèze,
la famiglia Bontoux assicura la raccolta e la coltura delle piante aromatiche
e la fabbricazione degli oli essenziali dal 1898. Oltre alla loro raccolta, i
Bontoux trasformano quelle di numerosi produttori di lavanda della regione.
A
metà luglio, la raccolta inizia grazie al lavoro di 300 contadini della
cooperativa "France Lavande". Ci vuole una grande esperienza per scegliere
il momento buono per la raccolta, per poter ottenere il tenore più forte
degli oli essenziali: è necessario che non più della metà dei
fiori siano appassiti. Le mietitrici tagliano la lavanda i cui gambi sono legati
in piccoli fasci lasciati a seccare sul campo. Dai Bontoux, essi saranno trattati
secondo il metodo d’estrazione tradizionale, ovvero quello della distillazione
a vapore d’acqua. Pierre Bonnefois ci spiega il principio: "Le piante
sono disposte in strati sulla griglia dell’alambicco. Si chiude il coperchio
e si introduce il vapore dal basso. Questo libera gli oli essenziali volatili
e li trasporta. Il vapore e l’olio si condensano all’interno di una
serpentina refrigerata. La condensa cola, in seguito, in un recipiente, cosiddetto
vaso fiorentino. L’olio di lavanda, non essendo solubile, galleggia e può dunque
essere facilmente separato. Tutto il processo dura circa un’ora".
Ma questo non è che l’inizio. Prima di qualsiasi ulteriore trattamento,
l’olio di lavanda deve riposare per due mesi. Poi, dovrà essere
sottoposto a numerose tappe prima di poter essere integrato nelle preparazioni
WELEDA. "Malgrado i moderni metodi d’analisi, noi ci rimettiamo sempre
al nostro naso", sottolinea P. Bonnefois. Il che ci mostra, una volta di
più, è il nostro punto riferimento, anche per quanto riguarda i
nostri collaboratori, è sempre l’essere umano.
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