Arnica

L'alleato naturale prima e dopo lo sforzo muscolare

L'arnica cresce al di sopra degli 800 metri nelle zone del centro e del sud dell'Europa e ha bisogno di sufficiente acqua per potersi radicare: la terra infatti deve essere sempre umida ma il terreno non troppo ricco, scompare addirittura dai prati che vengono concimati. Ama la luce e per questo predilige terreni esposti al sole: dal suo fiore giallo le energie di luce e di calore sono attratte con forza alla radice che manifesta un'intensa e non comune attività di ricrescita. Infatti, quando il fiore è già dissolto nel vento insieme ai semi della pianta, dalla radice nascono nuove gemme che si dirigono verso l'alto, per poi formare, l'estate successiva, nuove rosette e nuovi fiori. Un bellissimo intento riparatore e ricostruttivo, dovuto in gran parte al particolare rapporto di questa pianta con la silice presente nel terreno in cui essa vive.

 

Raccolta dell’arnica ai piedi dei monti Vosgi, Francia

 

Una ricchezza di principi attivi

È conosciuta in fitoterapia come la pianta guaritrice, una panacea per tutte le cadute e i traumi. L’Arnica montana è una sorgente naturale di decontrazione muscolare, agisce in profondità nei tessuti e svolge un’intensa azione tonificante. Nota fin dall’antichità per le sue proprietà antinfiammatorie, decongestionanti e analgesiche, confermate poi anche da numerosi studi scientifici, l’arnica ci segnala che le sue proprietà terapeutiche agiscono là dove forma e struttura sono a rischio o hanno subito dei danni. 
È possibile constatare questo aspetto già dalla mera osservazione della pianta, come e dove sviluppa.  
Ama la luce e per questo predilige terreni esposti al sole: dal suo fiore giallo le energie di luce e di calore sono attratte con forza alla radice che manifesta un’intensa e non comune attività di ricrescita. Infatti, quando il fiore è già dissolto nel vento insieme ai semi della pianta, dalla radice nascono nuove gemme che si dirigono verso l’alto, per poi formare, l’estate successiva, nuove rosette e nuovi fiori. Un bellissimo intento riparatore e ricostruttivo, dovuto in gran parte al particolare rapporto di questa pianta con la silice presente nel terreno in cui essa vive. Il silicio è per sua natura forza strutturante e nell’organismo umano lo troviamo, infatti, impegnato nei processi di formazione degli organi sensoriali e dell'apparato locomotore dello scheletro.