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La notte più magica dell’anno: San Giovanni e il solstizio d'Estate

Le magie, lo sappiamo, hanno breve durata.

Non sorprende quindi che la notte più magica dell’anno cada tre giorni dopo il solstizio d’estate, nel periodo con le giornate più lunghe e le notti più brevi dell’anno.

Tra sacro e profano. La Notte di San Giovanni, Midsummer Night (Notte di Mezza Estate - 23/24 giugno), viene festeggiata nei Paesi del Nord con danze, corone di fiori e falò; mentre da noi, come in altri Paesi, si celebra la festa patronale di San Giovanni Battista.

Dal culto pagano alla ricorrenza cristiana. Con la cristianizzazione, l’antico rito pagano dedicato alle forze della luce solare si è stato trasformato nella venerazione di un Santo dalle forze sfolgoranti, che nel Vangelo di Luca viene definito “un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte …” (Luca 1,78-79); ma che porta anche l’abito dell’ascesi, nel deserto, della vittoria sulla vita degli istinti.

Giovanni Battista disse “Egli (Gesù Cristo) deve crescere e io invece diminuire”. In questa frase risalta subito un riferimento al percorso del sole nell’anno e al crescere e diminuire della luce diurna.

Troviamo il significato più profondo, se pensiamo al ciclo delle stagioni come ad un alternarsi tra le forze di contrazione della natura, legate nell’uomo alla vita di pensiero, e le forze di espansione, legate al polo volitivo e istintuale che l’uomo ha da imparare a governare.

Il respiro della terra. In primavera la natura si risveglia e attiva le sue vitali forze di crescita e riproduzione. In questa fase tutta l’energia degli organismi terrestri dell’emisfero è rivolta verso l’esterno, come in una specie di espirazione che, con il solstizio d’estate, arriva all’apice. Da qui in poi questa vitalità deve diminuire, lasciando il posto alla crescita di una interiorizzazione cosciente, la forza rivolta all’interno: l’inspirazione.

I Momenti Cruciali

Il Natale con il solstizio d’inverno e San Giovanni con il solstizio d’estate sono i due momenti cruciali che rappresentano gli apici dell’azione delle forze terrene e delle forze cosmiche.

L’energia degli apici. Gli apici dei due poli sono importanti momenti energetici. L’uomo di un tempo, che viveva in stretto contatto con la natura, percepiva queste forze vitali e riusciva a vederne la sua espressione a forma di gnomi, elfi, fate, folletti e streghe. Questi esseri sono particolarmente attivi nella notte dii San Giovanni e in passato l’uomo usava il fuoco per impedire loro di dilagare.

Il fuoco che purifica e protegge. Nella notte di San Giovanni si accende il tradizionale falò la cui fiamma purifica chi lo ammira, e dona buon auspicio e protezione contro i spiriti maligni a chi riesce a saltarci sopra.

 

 

 

 

Riti credenze e verità

Chi nasce nella notte di S.Giovanni ha poteri speciali ed è sempre protetto da malocchio e forze malefiche. E' una notte in cui i sogni sono veritieri e ciò che è impossibile si avvera, come succede nella commedia Sogno di una notte di mezza Estate di William Shakespeare.

La rugiada della notte si San Giovanni conferisce magiche facoltà a chi si rotola nell’erba bagnata.

Nel periodo del solstizio il mondo vegetale è all’apice della sua vitalità.
Fiori e piante giocano un importante ruolo nei festeggiamenti: corone di fiori in testa e danze intorno ad un palo, sulla cui cima è presente una grande corona.

Sono sette o nove le piante da usare tradizionalmente per le corone di San Giovanni: achillea, arnica, artemisia, camomilla, calendula, iperico, menta, tasso barbasso, valeriana e verbena. Secondo la credenza, le virtù di queste piante officinali viene potenziata se vengono raccolte nella notte di San Giovanni.

Un ramo di felce raccolto nella notte di San Giovanni e tenuto in casa porta fortuna e prosperità.

L'Erba di San Giovanni

La pianta più caratteristica di questo periodo è l'erba di San Giovanni, che ora è nel pieno della sua luminosa infiorescenza.

 
Venerato dagli antichi Germani come simbolo del sole, l’iperico ha infatti un rapporto particolare con le forze di luce e calore. Il suo nome latino, Hypericum perforatum, deriva dal fatto di avere foglie che sembrano perforate e lasciano trapassare la luce. I puntini trasparenti sono piccole ghiandole piene di olio.
L’ipericina, il principio attivo dell’olio di iperico ha una forte azione fotosensibilizzante.
L’uso officinale dell’iperico risale ai tempi del Medioevo. Oggi la sua efficacia  è confermata da numerosi test clinici, nel trattamento medico di sindromi depressivi.
In senso figurato l’iperico illumina il buio della depressione.